Somnium Scipionis; Ad Quintum fratrem; Pro Marcello
| Somnium Scipionis; Ad Quintum fratrem; Pro Marcello |
| Ad Quintum fratrem |
| Pro Marcello |
| Somnium Scipionis |
1. ff. 1r-16r Cicero, Somnium Scipionis
2. ff. 17r-46r Cicero, Ad Quintum fratrem
3. ff. 47r-64v Cicero, Pro Marcello
Sec. XV1; membr.; ff. I, 64, I'; 1-88; richiami; numerazione dei fascicoli in numeri romani; inizio fascicolo lato carne; 114 × 73 = 12 [64] 38 × 12 [35] 26; rr. 19 / ll. 18; rigatura a colore. 3 iniziali miniate istoriate con fregi marginali fitozoomorfi con figure, putti e impiego d’oro (ff. 1r, 17r, 47r), due con stemma della famiglia Gonzaga; titoli in rosso. Legatura di restauro su assi ricoperte in velluto viola con borchie dorate*.
Miniatura: Lombardia, sec. XV secondo quarto. La decorazione di questo importante codicetto è stata attribuita allo stesso miniatore del Plutarco Pluteo 69,I della Biblioteca Laurenziana di Firenze, scritto in greco nel 1431 da Gherardo da Patrasso. Il manoscritto trentino sembra databile poco dopo quest’ultimo.
Sulla controguardia anteriore, su cartellino dalla precedente legatura, nota di possesso di mano del sec. XVI: Festo de Festis de Bulbeno codex. Sul f. 1r nota del sec. XVII: Iohannes Franciscus Pompeatus I.U.D. Sulla controguardia posteriore di mano del sec. XVI: Petro de Festis de Bulbeno codex iste fuit etc.; e su una etichetta: Dono del Dr. Gustavo Adolfo Grammatica.
Il codice proviene dalla biblioteca dei Gonzaga di Mantova. Giunse in Trentino già nella seconda metà del sec. XVI nelle mani di Pietro de Festis e di Festo de Festis; successivamente appartenne a Francesco Pompeati, e, infine, a Gustavo Adolfo Grammatica, notaio di Levico, che nel 1881 lo donò alla Biblioteca comunale. (Cfr. Manoscritti medievali 2006 , p. 78)