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De Europa

16453
Titolo
De Europa
Historia Friderici III imperatoris
Descrizione esemplare

1. ff. 1r-95v: Pius II papa, De Europa, inc. Podagrante me nuper et artheticis doloribus (epistola dedicatoria) Que sub Federico tertio eius nominis (testo)

2. ff. 101r-148r: Pius II papa, Historia Friderici III imperatoris, inc. Quod cum Leopoldus comperisset implacabili (frammentario; cfr. Bayer, Die Historia Friderici, 5, 19-25, 34-35)

Cartaceo; ff. II, 147 [149], I'; 1-910, 108, 11-1410, 159; richiami; segnatura a registro; in-folio; 303 × 225 = 39 [178] 86 × 25 / 7 [112] 7 / 74; rr. 32 / ll. 32; rigatura a secco. Bianche le cc. 94-100, 139-140, 148v-149. Sulla carta di guarda anteriore, membranacea, titolo manoscritto: Opera domini Pii papae II e descrizione del contenuto dell'opera, di mano di Hinderbach. Sulla prima carta dell'opera, lettera di dedica di Piccolomini al cardinale presbitero e vescovo di Lleida Antonio Cerdá y Lloscos datata Roma, 29 marzo 1458; una mano posteriore (forse cinquecentesca) annota: "De Europa in impressis non habetur haec Epistola". Gli estremi cronologici della datazione del testo sono ricavati dalla data dell’epistola dedicatoria contenuta nel De Europa e dall’anno di morte del principe vescovo Hinderbach. A c. 77v, Hinderbach annota: "Opera blondi forliuiensis, Tres decades hystoriarum, Roma instaurata, Italia illustrata, Romam triumphantem [sic], que omnia ab urbe nobiscum apportavimus"; il riferimento è ai manoscritti W 3387 (cfr. BDT 14494 ), W 3388 (cfr. BDT 14495 ), ai manoscritti Ser. Nov. 2961 e 2962  della Österreichische Nationalbibliothek e ai due incunaboli contenuti in G 1 c 81 (cfr. BDT 16369 e 16370 ).

Legatura moderna in carta su cartoni del XIX sec. (probabilmente restaurato a Vienna), con rinforzo del dorso in pelle, 315x500x35 mm. A c. 1r, segnatura Gentilotti: nr. 56 e, sopra, nota manoscritta illeggibile. Sulla coperta anteriore segnatura viennese su talloncino di carta: [2]34; altra segnatura, su talloncino di carta: 785 (aggiunto a matita, /13). Note marginali del vescovo Johannes Hinderbach e di altra mano del sec. XVI. Spazi riservati con letterina guida. Rari segni di attenzione. Salto nella numerazione da f. 94 a f. 97.

Appartenuto al vescovo Johannes Hinderbach, il codice rimase nella biblioteca vescovile fino al 1805, quando fu portato presso l’Haus-, Hof- und Staats- Archiv di Vienna. Nel 1919 venne reso all'Italia e custodito presso il Museo nazionale di Trento. In seguito, nel 1958, venne dato in deposito fiduciario alla Biblioteca comunale (cfr. Manoscritti medievali 2006 , scheda 141 e Hinderbach 1989 , scheda 36).

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Pubblicato il: Lunedì, 06 Ottobre 2025 - Ultima modifica: Mercoledì, 04 Marzo 2026
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