Meditatio passionis Domini
| Meditatio passionis Domini |
| Commentum super Richardi Sancti Victoris Apocalipsis Iohannis libris VII |
| Epistola LIII ad Paulinum |
| Homiliarum in Evangelia libri II |
| Tractatus de superstitionibus |
BCT1-1582. Composito. 1. pp. 1-100 (seconda metà XV sec.) I. Pseudo-Bonaventura Meditatio passionis Domini (nel manoscritto l'opera è attribuita a Bernardus Claraevallensis, In contemplationibus de passione Domini) II. pp. 21-94 Commentum super Richardi Sancti Victoris Apocalipsis Iohannis libris VII III. p. 95 Hieronymus santo Epistola LIII ad Paulinum. Più mani. Alcune note marginali di Johannes Hinderbach. Iniziali semplici, titoli, segni di paragrafo, sottolineature e ritocchi delle maiuscole in rosso; spazi riservati. 2. pp. 101-340 (seconda metà XV sec.). I. pp. 103-301 Gregorius I papa, Homiliarum in Evangelia libri II (con tavola dei capitoli alle pp. 101-102) II. pp. 303-327 Nicolaus Magni, Tractatus de superstitionibus (interrotto, nel manoscritto attribuito a Henricus de Hassia). Numerazione antica in cifre arabiche e numeri romani (cc. segnate 1-12). Più mani. Note marginali di Johannes Hinderbach; segni di attenzione. Iniziali semplici, titoli, titoli correnti, e ritocchi delle maiuscole in rosso; spazi riservati. A p. 303, nota di mano dell'Hinderbach: "Iste Tractatus de supersticionibus est magistri Henrici de Hassia, doctoris sacre theologie fundatoris studium generali Wiennensis". Legatura in piena pelle su assi del XV sec., xx mm; sul piatto anteriore, su tassello ricavato nella legatura, titoli e autori di alcune opere contenuti nel manoscritto; visibili alcune postille, probabilmente di mano dello stesso Hinderbach. Titoli e autori su tutti e tre i tagli; sul dorso, precedenti segnature di collocazione: a stampa su cartellino, 22 (presente anche sulla controguardia anteriore); segue IV 9; 37. La controguardia anteriore e il f. I' provengono da un codice membranaceo a contenuto liturgico (prima metà XII sec.); sulla controguardia posteriore, frammento proveniente da un codice membranaceo a contenuto religioso (sec. XV). A p.1 segnatura Gentilotti: nr 77; a p. 2 precedente segnatura della Biblioteca comunale (sec. XIX): II 19 b 17. Appartenuto al vescovo Johannes Hinderbach, il codice rimase nella biblioteca vescovile fino al 1810; Fu quindi portato al Seminario di Trento e, infine, passò alla Biblioteca comunale (cfr. Manoscritti medievali 2006, scheda 28).