Meditatio passionis Domini
| Meditatio passionis Domini |
| Commentum super Richardi Sancti Victoris Apocalipsis Iohannis libris VII |
| Epistola LIII ad Paulinum |
| Homiliarum in Evangelia libri II |
| Tractatus de superstitionibus |
Composito.
1. pp. 1-100 (seconda metà XV sec.)
I. Pseudo-Bonaventura Meditatio passionis Domini (nel manoscritto l'opera è attribuita a Bernardus Claraevallensis, In contemplationibus de passione Domini)
II. pp. 21-94 Commentum super Richardi Sancti Victoris Apocalipsis Iohannis libris VII
III. p. 95 Hieronymus santo Epistola LIII ad Paulinum
110, 2-412, 54; in-folio; 296 × 214 = 28 [220] 48 × 26 [67 (15) 64] 42; rr. 2 / ll. 42 variabili; rigatura a colore. Più mani. Alcune note marginali di Johannes Hinderbach. Iniziali semplici, titoli, segni di paragrafo, sottolineature e ritocchi delle maiuscole in rosso; spazi riservati.
2. pp. 101-340 (seconda metà XV sec.)
I. pp. 103-301 Gregorius I papa, Homiliarum in Evangelia libri II (con tavola dei capitoli alle pp. 101-102)
II. pp. 303-327 Nicolaus Magni, Tractatus de superstitionibus (interrotto, nel manoscritto attribuito a Henricus de Hassia).
Numerazione antica in cifre arabiche e numeri romani (cc. segnate 1-12); 1-1012; in-folio; 297 × 211 = 30 [214] 53 × 17 [61 (17) 63] 53; rr. 2 / ll. 40 variabili; rigatura a colore. Più mani. Note marginali di Johannes Hinderbach; segni di attenzione. Iniziali semplici, titoli, titoli correnti, e ritocchi delle maiuscole in rosso; spazi riservati. A p. 303, nota di mano dell'Hinderbach: "Iste Tractatus de supersticionibus est magistri Henrici de Hassia, doctoris sacre theologie fundatoris studium generali Wiennensis".
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Legatura in piena pelle su assi del XV sec., con aspetto scamosciato, 310x495x50 mm; la cucitura dei fascicoli è rinforzata, al centro del fascicolo, con dei ritagli di pergamena manoscritta. Sul piatto anteriore, su tassello di pergamena, titoli e autori di alcune opere contenuti nel manoscritto; visibili alcune postille, probabilmente di mano dello stesso Hinderbach. Titoli e autori su tutti e tre i tagli; sul dorso, precedenti segnature di collocazione: a stampa su cartellino, 22 (presente anche sulla controguardia anteriore); segue IV 9; 37. La controguardia anteriore e il f. I' provengono da un codice membranaceo a contenuto liturgico (prima metà XII sec.); sulla controguardia posteriore, frammento proveniente da un codice membranaceo a contenuto religioso (sec. XV). A p.1 segnatura Gentilotti: nr. 77; a p. 2 precedente segnatura della Biblioteca comunale (sec. XIX): II 19 b 17.
Appartenuto al vescovo Johannes Hinderbach, il codice rimase nella biblioteca vescovile fino al 1810; fu quindi portato al Seminario di Trento e, infine, passò alla Biblioteca comunale (cfr. Manoscritti medievali 2006 , scheda 28).