Codex Spirensis
| Codex Spirensis |
| Cosmographia |
| Situs et descriptio orbis terrarum |
| Itinerarium Antonini |
| Itinerarium maritimum |
| Liber de mensura orbis terrae |
| Index provinciarum et oppidorum imperii Romani cum rubrica |
| De regionibus urbis Romae excerpta |
| Tractatus de rebus bellicis |
| Disputatio imperatoris Hadriani et philosophi Epiteti |
| De XIV regionibus urbis Romae |
| Descriptio urbis Constantinopoleos |
| Notitia dignitatum imperii |
1. ff. 1v-10v Aeticus Ister, Cosmographia
2. ff. 10v-34r Itinerarium Antonini
3. ff. 34r-36r Itinerarium maritimum
4. ff. 36r-50v Dicuil Hibernicus, Liber de mensura orbis terrae
5. ff. 50v-52v Index provinciarum et oppidorum imperii Romani cum rubrica
6. ff. 52v-53r Publius Victor, De regionibus urbis Romae excerpta
7. ff. 53r-63r Tractatus de rebus bellicis
8. ff. 63v-65r Disputatio imperatoris Hadriani et philosophi Epiteti
9. ff. 65v-67v Publius Victor, De XIV regionibus urbis Romae
10. ff. 68r-70r Descriptio urbis Constantinopoleos
11. ff. 70v-108v Notitia dignitatum imperii
Cartaceo; I, [1], 109, I'; 18 26 312 48 56 68 76 88 9-1114 126; due colonne; rigatura a colore; richiami; numerazione dei fascicoli in cifre arabe (1-4) e romane (v-xii). Due mani diverse: la prima, un'umanistica germanica, compila le cc. 1[bis]-39r e 48-108, la seconda scrive le cc. 40-47 (opera acefala e mutila?).
La data riportata a c. 108v (1484) non si riferisce alla stesura del manoscritto, ma si tratta di un "errore" di copia della data che compariva nel suo antecedente manoscritto, dal quale il presente esemplare discende (cfr. C. Neira Faleiro, Nuove prospettive dei manoscritti trentini della Notitia dignitatum , in Studi Trentini di Scienze Storiche, a. LXXX, sezione I, 2001, pp. 823-833). Il presente manoscritto è infatti databile agli ultimi anni del Quattrocento - Ausgburg, 1495 - sulla base della filigrana (cfr. Neira Faleiro 2001, p. 831); è stato verosimilmente copiato proprio in uno scriptorium a Spira e aveva come antecedente una copia apocrifa quattrocentesca in pergamena del Codex Spirensis (opera di epoca carolingia della fine IX - inizio X sec), allora conservata nella biblioteca della cattedrale di Spira; tale matrice codicologica è sopravvissuta in due frammenti che tramandano una parte della Notitia dignitatum, corredata da un apparato iconografico ritoccato a colori: il Francofortanus Lat. qu. 76 e il BPL 2869 . Nel presente manoscritto (W 3103) si può notare che era stato predisposto lo spazio per le illustrazioni, senza tuttavia esser mai state realizzate.
Dal manoscritto W 3103 venne poi prodotta un'ulteriore copia diretta, W 3102 (attualmente conservata al Castello del Buonconsiglio, segnatura ms. 1360) commissionata dal vescovo trentino Bernardo Cles nel 1529 - come riporta la nota di mano dello stesso presule: "Librum hunc satis incorrectum, incorrecte etiam est iussu nostro transciptum ex antiquo exemplari reperto in Bibliotheca Capitulari Spirensi, dum ibi essemus cum Serenissimo Rege Ferdinando &c. in Conventu Imperiali anno 1529. Bernardus Episcopus Tridentinus". Il W 3102 è quindi da identificare come il manoscritto elencato da Gentilotti al nr. 34 visto che viene riportata testualmente la nota del presule trentino (cfr. Bonelli 1765 , p. 374), mentre il W 3103 sarebbe sfuggito all'elenco gentilottiano; entrambe le copie appartennero però alla Biblioteca vescovile, come dimostrano le precedenti segnature (sia manoscritte che a stampa su cartellino) presenti nei volumi.
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Legatura di restauro in pergamena rigida del XX sec., 358x542x35 mm; restauro effettuato dal Laboratorio di S. Maria di Rosano (Firenze), probabilmente negli anni Settanta, con successivo intervento del Laboratorio di restauro della Provincia Autonoma di Trento nel 2013. Sulla controguardia anteriore, precedenti segnature di collocazione: a stampa, su cartellino: 104; segnatura viennese, su cartellino, a penna: 396; altra segnatura viennese: 3103, al quale poi è stato aggiunto a matita: /8 (forse post restituzione del volume all'Italia). A c. 1r, segnatura Gentilotti cassata (nr. 71?), che non trova corrispondenza né nell'elenco di Gentilotti; in Tarugi Secchi 1930 , la presente opera viene ricondotta alla segnatura Gentilotti 34, insieme al codice W 3102. A c. 1[bis]r e 108 v, timbro della Hofbibliotek di Vienna.
Il codice rimase nella biblioteca vescovile di Trento fino al 1805, quando fu portato alla Hofbibliothek di Vienna. Nel 1919 venne reso all'Italia e custodito presso il Museo nazionale di Trento; dal 1958 è in deposito fiduciario presso la Biblioteca comunale.