De proprietatibus rerum
| De proprietatibus rerum |
322 cc.; fol.: a-i10 k-l8 L8 m-x10 y-z8 [et]8 [cum]8 A-F10 G-H8 [$4-5 segnate (-a1, d4); bianche a1, H8].
Legatura del XV sec., ultimo quarto, in piena pelle di vitello su assi con impressioni, 300x490x80 mm; il piatto anteriore è completamente staccato dal resto della legatura. Capitelli in cotone giallo, rosa e marrone; tracce di 2 fermagli con chiusura posteroanteriore: superstiti le contrograffe e una graffa in ottone inciso con caratteri gotici di difficile lettura; guardie e controguardie in carta filigranata. Titolo, autore e data di stampa manoscritti su cartiglio e sul taglio davanti. La cucitura a metà dei primi due fascicoli (a-b) e dell'ultimo (H) è rinforzata con dei ritagli di pergamena (non manoscritta). A c. a2r, una iniziale ornata blu campita in oro su riquadro a profili di colore verde e rosso, con fregi marginali a volute; iniziali semplici e titoli sottolineati in rosso. Nella seconda metà dell'opera, rare postille di Johannes Hinderbach, rari segni d’attenzione e sottolineature, in corrispondenza di alcuni capitoli: "de avibus, de provinciis, de lapidibus et metallis, de arboribus et plantis, de pondere". Precedenti segnature di collocazione: I 38 c 9, Inc. 348, VI 80.
Appartenuto al vescovo Johannes Hinderbach (cfr. Hinderbach 1989 , scheda 47) e alla Biblioteca vescovile (cfr. Hausbergher 2001 , scheda 42 e Incunaboli della Biblioteca comunale 2006 , scheda 38), il volume fu trasportato nel 1810 presso il Seminario vescovile e passò quindi alla Biblioteca comunale.