Liber sextus Decretalium
| Liber sextus Decretalium |
| Super arboribus consanguinitatis et affinitatis |
| Constitutiones |
| Decretales extravagantes communes selectae |
2 volumi in 1.
[1] 104 cc.; fol.: a-n8 [$4 segnate (-a1)].
[2]. cc.; fol: A-E8 F-H6 [$4 segnate (-A1, F4, G4, H4); bianche A1v, H6].
Con il commento di Giovanni d’Andrea. Contiene anche: Super arboribus consanguinitatis et affinitatis di Giovanni d'Andrea le Constitutiones di papa Clemente V con il commento di Giovanni d'Andrea e le Decretales extravagantes nella redazione di Pietro Albignani e con aggiunte di Girolamo Chiari.
Legatura del XV sec., ultimo quarto; arte tedesca; in piena pelle di maiale su assi in faggio a spigoli vivi, 445x650x75 mm. Dorso a 5 nervature doppie con caselle vuote; tracce di 2 fermagli con aggancio posteroanteriore: superstiti 2 contrograffe in ottone lavorato e inciso e le laminette in ottone che fissavano le fettucce. Titolo, autore e data di stampa manoscritti su cartiglio, sul piatto anteriore e sul taglio di testa; taglio tinto di giallo; per le controguardie sono stati riutilizzati 4 frammenti membranacei di antifonario con notazione musicale del sec. XIII. Iniziali filigranate in blu e rosso a c. a4r (prima parte) e A2r (seconda parte); in tutta l'opera, iniziali semplici in blu. Diverse postille marginali di mano di Georg Neideck; sottolineature e segni di attenzione (anche maniculae), un disegno a c. a3r. Rare correzioni manoscritte dei titoli correnti. A integrazione della segnatura tipografica dei fascicoli, nel margine inferiore destro delle carte prima della metà del fascicolo è generalmente visibile una probabile indicazione per il legatore, parzialmente rifilata: nella prima parte (Liber sextus) è presente una linea (1?) in inchiostro bruno, mentre a partire dalla seconda parte (Clementine) è presente un 2. Precedenti segnature di collocazione: I 40 b 3, Inc. 477, IV 25.
Appartenuto al vescovo Georg Neideck e alla Biblioteca vescovile, il volume fu trasportato nel 1810 presso il Seminario vescovile e passò quindi alla Biblioteca comunale (cfr. Hausbergher 2001 , scheda 83 e Incunaboli della Biblioteca comunale 2006 , scheda 148).