Calendario nuovo utile a' muorir bene. Stampato in Herbipoli. Ristampato a...
| Calendario nuovo utile a' muorir bene. Stampato in Herbipoli. Ristampato a Monaco, e finalmente dal torchio italiano dato in luce a Trento |
198 cc. numerate per pagina [10] 3-383 [1] , 12°: A12 (A1+*4) B-Q12 [$7 segnate (- A1, *1, 4, H6, K6, O7, + A8), *2 segnata *1, *3 segnata 2*], bianche le cc. A1v, *4v, Q12v. Carattere romano e corsivo, xilografia al frontespizio e a c. *4r, stemma di Giuseppe Vittorio Alberti d'Enno a c. *1r, fregi tipografici alle cc. *1v, A1r. Licenza. Alle cc. *1r-*3v lettera di dedica della Congregazione Maggiore della Beatissima Vergine Maria Annunziata di Trento a Giuseppe Vittorio Alberti d'Enno, principe-vescovo di Trento, a c. *4r secondo frontespizio, identico al primo, alle cc. A2r-A4v la prefazione, alle cc. A4v-Q12r il testo dell'opera, dichiarata dall'autore conforme al decreto di papa Urbano VIII del 5 giugno 1631. Il fascicolo * presenta la lettera di dedica e una seconda copia del frontespizio, e si tratta con ogni evidenza dello stesso frontespizio e non di una ricomposizione dello stesso: probabilmente dopo aver composto e impresso il fascicolo A, lo stampatore ha composto il fascicolo * utilizzando la gabbia del frontespizio già pronta. Il frontespizio informa che l'opera sarebbe apparsa per la prima volta a Würzburg e poi ristampata a Monaco, VD17 censisce 7 edizioni del Calendario novum ad bene moriendum perquam utile, la prima delle quali apparve a Monaco nel 1671 dai torchi di Sebastian Rauch e venne ristampata dal medesimo editore nel 1673, 1679, 1682, 1700 (anche se dall'impronta e dalla consistenza rilevata da VD17, l'edizione del 1682 potrebbe essere una seconda emissione di quella del 1679 e quella del 1673 una seconda emissione della princeps), sempre a Monaco, venne stampata nel 1693 presso l'editore Johann Lukas Straub e, infine, a Graz nel 1685 dall'editore Georg Widmanstetter Erben. La Bibliothèque de la Compagnie de Jésus attribuisce questo testo a Jean Nadasi (János Nádasi, gesuita ungherese, professore prima a Graz e poi confessore dell'imperatrice Eleonora Gonzaga-Nevers), registrando anche una edizione stampata a Würzburg nel 1665 (Johann Jobst Herzt, l'effettiva princeps), un'altra di Monaco (1668) e una a Calais (1685), oltre che numerose ristampe nel corso del 1700. L'indicazione del frontespizio è quindi corretta: l'opera venne stampata in un primo tempo a Würzburg e poi ristampata a Monaco e altrove. La presente è, a quanto risulta, la prima edizione in italiano del testo e ora può essere correttamente attribuita all'autore.
Legato in piena pelle su cartoni con impressioni, con carta policroma incollata, tagli colorati di rosso, c. di guardia ant. e post., mm. 120x65x30, ex libris della Biblioteca al verso del piatto ant., prove di penna al verso della c. di guardia ant., al frontespizio (matita) e a c. Q12v, timbro di Arnaldo Segarizzi a c. *4r, timbri della Biblioteca al recto della c. di guardia e alle cc. *4v e Q12v ), numero d'inventario X/1765 a c. Q12r, provenienza: Arnaldo Segarizzi, antiche segnature di collocazione: Coll. T d 233, TT 4 l 27.