Pronostico dell'anno MDLXVII di Tomasino Giradelli da Trento, sopra le...
| Pronostico dell'anno MDLXVII di Tomasino Giradelli da Trento, sopra le quattro stagioni dell'anno, con il raccolto del presente, & con la dichiaratione del pronostico dil famosissimo messer Antonio Torquato; qual narra li maravigliosi avvenimenti che hanno da incorrere, fino l'anno 1580 |
4 cc. non numerate, 4°: A4 [$2 segnate (-A1)]
Alle cc. A1v-A3v il pronostico di Antonio Torquato a Mattia I Corvino (Mátyás Hunyadi), re d'Ungheria, scritto nel 1480 e che copre gli avvenimenti fino al 1580, alle cc. A3v-A4v il pronostico dell'anno 1567, datato 3 novembre. Pare evidente che la datazione sia da intendersi 3 novembre 1566: un pronostico per il 1567 completato agli inizi del novembre del medesimo anno non ha molto senso e, a ben guardare, la data è resa con l'indicazione terminato per l'anno 1567, cioè “in vista dell'anno”, “prima dell'inizio dell'anno”. La data di stampa, non indicata, sarà quindi il 1566. L'edizione è falsamente attribuita a Novara e presenta una xilografia al frontespizio di mm. 60x70, raffigurante un astrologo seduto con lunga barba, con mantello e turbante, intento a misurare con il compasso impugnato nella mano destra un astrolabio sorretto dalla mano sinistra, nel cielo si osservano la luna piena (alto sinistra), il quarto di luna (destra), quattro stelle e due comete. Questa medesima xilografia è presente anche ai frontespizi di altre due opere: Montalbani Ovidio, Vera relatione de' gran prodigi e spaventosi terremoti nuovamente occorsi nell'una, e nell'altra Calabria sotto il dì 26 marzo 1638. Col nome delle città, ville, e luochi rovinati, per causa di detto terremoto, con mortalità di più di cinquanta milla persone. Stampata ad instanza d'Agostino Pasquetti, romano, Trento, Santo Zanetti, 1638 e Disinganno della cometa lettera scritta al signor Desiderio Curioso dall'anonimo sceptico. Al molt'illustre, e clarissimo signore mio et padrone colendiss.mo il signor dottor medico Pompeo Pompeati &c., Trento, Carlo Zanetti, 1681, altrove e in altre opere non pare attestata. A c. A2 nel margine interno, al centro, si individua chiaramente la filigrana Chemelli p. 232/1, attestata nelle edizioni Marcaria del 1562. Carta trentina, xilografia presente in seguito in altre due edizioni trentine e autore trentino: l'insieme di questi fatti spingono a ritenere che l'edizione sia stata stampata nel Trentino. Nel ventennio 1564-1583 non sembra che alcuna stamperia fosse attiva nel territorio provinciale, in quegli anni operavano a Trento Giovanni Battista Dalle Chiavi, cartaio di origine veronese attestato a Trento almeno dal 1550, e Domenico Mazzoldi, librario trentino, congiuntamente richiesero il permesso di impiantare una tipografia e una cartiera a Vela, richieste esaudite da Cristoforo Madruzzo con un privilegio del 5 gennaio 1558 (cfr. Trento, Biblioteca comunale, ms. BCT1-1848, c. 138). I compositori dell'opuscolo non dovevano essere esperti: pur avendo a disposizione il nesso -ss- con entrambe le lettere alte (famosissimo al frontespizio, preclarissimo e fassi, c. A1v rr. 2 e 21, Bressa, essercito, fracassato, c. A2v r. 20 e 23 ecc.), la doppia 's' è per lo più resa con il primo carattere basso e il secondo alto (sapientissimo, serenessimo e stassi, c. A1v rr. 18, 28 e 32) oppure con il primo carattere alto e il secondo basso, ma senza nesso (serenissimo, massimamente, c. A1v rr. 5, 8 e 12). Accanto a ciò, si nota che il segno di a capo è spesso assente e la spaziatura prima e dopo i segni di interpunzione è molto oscillante. Pur non avendo forza assoluta, questi particolari spingono a ritenere che i compositori del pronostico non avessero molta esperienza, fatto che sarebbe del tutto coerente con una impresa tipografica da poco avviata, quale quella di Dalle Chiavi e Mazzoldi sarebbe stata allora, e che in ogni caso non avrà mai una attività continuativa.
Timbri della Biblioteca al frontespizio e a c. A4v, numero d'inventario P/12998 a c. A4v, legatura in cartoncino vinaccia, tagli colorati di rosso. Ex libris della Biblioteca al verso del piatto anteriore, antiche segnature di collocazione: Misc. TS d 523, G 2 op f 222.