Vai menu di sezione

Missale romanum

16484
Titolo
Missale romanum
Officium mortuorum
Descrizione esemplare

1. pp. 3-669 Missale romanum

2. pp. 671-711 Officium mortuorum (bianche le pp. 712-722).

Cartaceo; ff. I, 361 (pp. 722); 113, 2-914, 1012, 1113, 1216, 13-1912, 2014, 21-2412, 25-2714, 287; richiami; in-folio; 302 × 213 = 43 [159] 100 × 35 [108] 70; rr. 2 / ll. 12 variabili; rigatura a colore. Iniziali filigranate blu alle pagine 3 e 671); iniziali semplici, titoli, sottolineature e ritocchi delle maiuscole in rosso.

.

Legatura in mezza pelle su assi del XV sec., 305x520x90 mm; dorso in pelle rifatto in epoca moderna. Tracce di bindelle in cuoio, presenza della contrograffa. La data presente sulla controguardia anteriore potrebbe indicare l'anno d'inizio della stesura del codice: "In isto volumine continetur pars missalis secundum Curiam Romanam bene distincta, vista et punctata, correcta et examinata. Incipiendo a dominica de Passione usque ad Resurrectionem Domini nostri Iesu Christi. Item Canon cum omnibus prephationibus per ordinem. Item totum Officium mortuorum completum, distinctum et integrum, cum Oracionibus, Epistolis et Evangeliis. In fine continentur ut liquet perlustranti, legenti et oranti etc. Deo gratias 1463". A p. 711, invece: "Feliciter explicit Deo gratias. 1464. I. d. p. d." Sulla controguardia anteriore, precedente segnatura di collocazione a stampa, su cartellino: 78; precedente segnatura della Biblioteca comunale (XIX sec.): II 19 b 8 [depennato b 8] c 14 (ma in Manuscripta (BCT!-5648), pp. 178-179: II 19 c 13). Al f. Ir, segnatura Gentilotti: nr. 73.

Il codice sembra provenire dallo stesso scriptorium dei manoscritti BCT1-1572 e BCT1-1584 della Biblioteca comunale di Trento, di epoca hinderbachiana (1465-1486; cfr. BDT 16410 e BDT 16423 ) ed è loro coevo. I tre manoscritti, infatti, presentano forti analogie nell’impostazione della pagina, nella decorazione e nella tipologia grafica della scrittura; il primo volume del Missale è da individuare verosimilmente nel manoscritto BCT1-1584.

Il codice appartenne alla biblioteca vescovile, dove rimase fino al 1810. Fu quindi portato al Seminario di Trento e, infine, passò alla Biblioteca comunale (cfr. Manoscritti medievali 2006 , scheda 17).

Lingua
Possesso / provenienza
Collocazione
Supporto
torna all'inizio del contenuto
Pubblicato il: Giovedì, 29 Gennaio 2026 - Ultima modifica: Martedì, 03 Marzo 2026
torna all'inizio