Bibbia, in latino
| Bibbia, in latino |
| Contra perfidiam Judaeorum partes I-IV |
| Probatio incarnationis Christi |
A cura di Bernardino Gadoli, Eusebius Hispanus e Secondo Contarini. Con la Glossa ordinaria di pseudo Walafridus Strabo, glosse interlineari di Anselmus Laudunensis e il commento di Nicolas de Lyre e Guilelmus Brito. Contiene anche: Contra perfidiam Judaeorum, partes I-IV, e Probatio incarnationis Christi di Nicolas de Lyre.
L'opera è stata divisa in 5 volumi; il presente volume è così formato:
330 cc.; fol.: Z8 AA-ZZ8 AAA-SSS8 TTT10 [$4 segnate (+TTT5); PP2 segnata LL2, Z4 segnata Z3].
Legatura del XV sec., ultimo quarto; in piena pelle su assi in faggio con impressioni a secco, 380x585x70 mm; superstiti 4 graffe in ottone lavorato e inciso, mancano le contrograffe, fettucce lacerate; tracce dell’attacco di 8 cantonali metallici di forma romboidale, mancanti e di due borchie centrali quadrate, mancanti; dorso a 4 nervature doppie parzialmente ricoperto da etichette e rinforzi in carta pesante, caselle decorate da filetti paralleli; capitelli in cotone giallo e verde. Per le controguardie membranacee sono stati riutilizzati due frammenti di un codice del XIV sec. contenente: sulla controguardia anteriore, Raši su Pesaḥim 26b, 19a-b e, sulla controguardia posteriore, Raši su Pesaḥim 12a, 17b-18a (cfr. D'Amico-Suriano 2025 , scheda 1.4. a p. 167). Sul dorso, traccia di un cartiglio con titolo manoscritto. Carte di guardia anteriore e posteriore originali filigranate. Sul frontespizio del primo volume dell'opera, nota di possesso manoscritta: Fratris Marci Antonii Pesentis de Brixia; a c. UUU1r (quinto volume ): Ad usum fratris Danielis Sbarrati. Sul verso della seconda carta di guardia posteriore, manoscritto: 4 pars Esaias inclusive. Precedenti segnature di collocazione: I 38 a 11, 230 a 4, IV 64, Inc. 609, C 6 A 9.
Appartenuto ai frati minori conventuali Marco Antonio Pesenti e Daniele Sbarrati, quindi al Convento di San Francesco (cfr. Borzatti , p. 25), il volume (insieme agli altri 4 che compongono l'intera opera ) fu trasportato nel 1810 presso il Seminario vescovile e passò quindi alla Biblioteca comunale (cfr. Incunaboli della Biblioteca comunale 2006 , scheda 68).