Kalendarium
| Kalendarium |
| Breviarium romanum |
1. pp. 1-12 Kalendarium
2. pp. 13-1000 Breviarium romanum (mutilo)
Membr.; ff. I, 493 (pp. 1000, paginati gli inserti membr. delle pp. 175-176 e 303-304, contenenti aggiunte al testo di mano del copista; salto nella paginazione tra p. 844 e p. 855), I'; 16, 2-610, 78, 89, 9-108, 1110, 123, 13-1610, 178, 18-3810, 397, 40-4110, 427, 43-5110, 529; richiami (fasc. 19-52); tracce di segnatura a registro; inizio fascicolo lato pelo; 344 x 260 = 35 [247] 62 x 35 [77 (12) 76] 60; rr. 32 / II. 31; rigatura a colore. Iniziale camaieu campita in oro punzonato (p. 13); iniziali cadeaux; iniziali filigranate, le maggiori riflesse, e iniziali semplici in rosso e azzurro; titoli e ritocchi delle maiuscole in rosso.
Numerose note marginali di Johannes Hinderbach a commento e integrazione del testo, in particolar modo per quanto riguarda la provenienza o il luogo di culto dei santi elencati nel calendario, nonché per l'aggiunta dei nomi di alcuni santi venerati nella Diocesi trentina (es. S. Romedii confessoris in Valle Anagni il 15 gennaio, S. Vigilio vescovo di Trento il 26 giugno, oppure ancoraSanta Massenza madre di S. Vigilio, il 30 aprile) o nella regione d'origine del principe vescovo. Hinderbach aggiunge inoltre diverse informazioni relative alla sua vita privata: il 14 gennaio segnala: "Dies doctoratus mei Paduae 1452"; il 18 maggio scrive: "Dies adfirmationes nostrae 1466"; il 20 luglio annota: "Dies confirmationis nostrae Romae ad SS. Apostolos 1466"; infine, il 30 agosto: "Dies Hordinationis nostrae 1466". Vengono inoltre annotati episodi relativi alla diocesi trentina: il 21 giugno "[...] in Tridento combusti sunt omicidorum pueri 1475" e il 22 agosto: "Obitus Georgii episcopi predecessori nostri 1465".
Miniatura: Baviera (Passau); Paolini propone come datazione il terzo quarto del XV sec.; Bernasconi-Dal Poz propongono la prima metà (terzo decennio) del XV sec. Sia la tipologia e lo stile della decorazione sia la presenza del calendario dei santi Valentino e Massimiliano, rispettivamente patrono e compatrono della diocesi di Passau, suggeriscono questa localizzazione. La pur frammentaria decorazione trova riscontro con altri due codici della Biblioteca comunale: il BCT1-1562 (F a 08) soprattutto per le letterine cadeaux, e con il più tardo W 3363 (F b 54), scritto tra il 1456 ed il 1486, per le particolari fogliette ripiegate a laccio e la decorazione a penna e colori dei tondini d'oro.
Legatura moderna in piatti con pergamena impressa con filetti; presenza di lacci in pelle allumata; sul dorso tassello in pelle rossa con titolo impresso in oro. Precedenti segnature di collocazione: I 46 f 30 (cfr. Manuscripta , 30-31), C.T. n. 11.
Il codice fu portato a Trento verosimilmente dallo stesso vescovo Johannes Hinderbach, nominato nel 1453 canonico del capitolo del duomo di Passau (cfr. Strnad, Personalità, 22); non è presente nel catalogo Gentilotti pubblicato nel 1765 da Bonelli, ma viene menzionato dallo stesso in una parte relativa ai calendari della Diocesi trentina (cfr. Bonelli 1765, p. 66). Il codice si trovava sicuramente nella Biblioteca vescovile nel 1809, quando fu portati al Seminario di Trento e, infine, passò alla Biblioteca comunale (cfr. Manoscritti medievali 2006 , scheda 5 e Codici miniati 1985 , pp. 207-212).